Ultima modifica: 9 Settembre 2015

LE TRASFORMAZIONI DELL’ISTITUTO VEGNI NEL TEMPO

L’Istituto Vegni, ottenuta l’erezione ad Ente Morale con Regio Decreto 6 Maggio 1883 n° 957 (Appendice XVI) e l’approvazione dello Statuto Organico con Regio Decreto 1° Febbraio 1885 con n° 1564 (Appendice XVII), fissato il regolamento per il personale direttivo e insegnante, tecnico e subalterno (Appendice XVIII) e stabilito il regolamento per il Corso di grado inferiore (AppendiceXIX), aprì i corsi quadriennali di “Scuola Pratica d’Agricoltura nell’Azienda Agraria” nell’anno scolastico 1886/87 con 9 alunni iscritti alla prima classe. Gli scopi cui doveva mirare l’Istituto Vegni, espressamente indicati nello Statuto Organico del 1° Febbraio 1885 (Appendice XVII), si possono così riassumere: – formare gli agenti rurali che guidati da una pratica illuminata possano ben condurre i tenimenti a loro affidati e propagare sani principi d’agricoltura tra la gente di campagna, tutto questo al fine di proteggere l’interesse dei proprietari e di ammaestrare e dirigere i contadini nelle aziende rurali; – dare un’istruzione conveniente ai figli dei possidenti per tendere a popolare le campagne di persone colte, che con scienza e coscienza provvedano direttamente al proprio interesse o dirigano importanti aziende e contribuiscano efficacemente alla prosperità del Paese; – contribuire, nella misura delle risorse del patrimonio dell’Istituto, principalmente per mezzo del personale addetto alla Scuola, al progresso delle pratiche agrarie e delle teorie agronomiche. I primi studenti del corso quadriennale iniziato nel 1886/87 furono licenziati come “Agenti rurali” nell’anno scolastico 1889/90 (Foto n° 191). Dopo 32 anni di attività la Scuola pratica di agricoltura fu pareggiata a quelle pratiche triennali governative con R. D. 8 Maggio 1919 n° 785, pur conservando il suo vecchio ordinamento quadriennale. L’Istituto Vegni rimase tale fino l’anno scolastico 1925-26, quando, a seguito del R. D. 30 Dicembre 1923 n° 3214 (noto come Riforma Gentile) ed in virtù del R. D. 23 Luglio 1926 (G. U. del 26 Ottobre 1926 – n° 249 – Pag. 4721), fu trasformato in Regia Scuola Media di Agricoltura  di durata triennale. Per accedere ad essa era necessario un triennio di studi post – elementari; l’acquisizione della licenza al termine del corso triennale dava poi la possibilità di iscriversi all’Università previo superamento di un esame integrativo. Nel 1927 l’Istituto Vegni, come del resto tutte le Scuole Agrarie italiane, passò dal Ministero dell’Agricoltura al Ministero dell’Educazione Nazionale. Successivamente, per effetto del R. D. del 16 Luglio 1935, efficiente dal 1° Ottobre 1934, divenne Istituto Tecnico Agrario Pareggiato (come gli Istituti Tecnici Agrari governativi) con ordinamento scolastico quinquennale (1° anno di corso preparatorio e 4 anni di corso superiore) (Foto n° 192a).  Nell’anno scolastico 1944 – 45 abbandonato il vecchio ordinamento iniziò il vero e proprio corso quinquennale mirante ad ottenere un professionista di grado più elevato dell’Agente rurale: il Perito Agrario (Foto n° 192b).   Infine, una tappa molto importante nell’evoluzione dell’Istituto Vegni fu sicuramente la sua Statizzazione, avvenuta con D.P.R. del 27 Aprile 1960 n° 1752 (pubblicato sulla G.U. n° 27 del 1° Febbraio 1961) il quale trasformò l’Istituto Tecnico Agrario Pareggiato in Istituto Tecnico Agrario Statale con decorrenza 1° Ottobre 1958. Dal 2004/2005 l’Istituto Vegni, con l’aggiunta di due nuovi indirizzi di studio, precisamente il Professionale Agrario e il Professionale  “Alberghiero”, è diventato un Istituto Statale di Istruzione Superiore. I DIRIGENTI DELL’ISTITUTO VEGNI    Nel corso dei suoi 125 anni di storia l’Istituto Vegni ha visto succedersi alla guida quattordici Presidi le cui firme sono riportate nella Foto n° 193a. Il primo Direttore fu l’Ing. Vannuccio Vannuccini (Foto n° 193b) coadiuvato da illustri docenti come il Prof. Ezio Marchi, docente di Ezoognosia e Zootecnia e il Prof. Emilio Rasetti, docente di Chimica Agraria, Agronomia, Topografia e Costruzioni.  La vita e la sua attività saranno descritte più avanti nel Cap.V.    L’Ing.Vannuccini si spense il 7 Agosto 1901 e la Giunta di Vigilanza della Fondazione Vegni nominò al suo posto il  Cav. Dante Vigiani, (Foto n° 194 a e n° 194 b) famosissimo professore di agricoltura, sotto la cui guida l’Istituto Vegni raggiunse livelli di fama davvero notevoli. La vita e la sua attività saranno descritte più avanti nel Cap.V. Agli inizi del 1934 il Prof. Vigiani lasciò la presidenza per ritirarsi  a vita privata a Pratovecchio (AR) dove morì  il 18 Gennaio del 1960 all’età di 85 anni. Il 1° Aprile del 1934 la Giunta di Vigilanza della Fondazione Vegni nominò Preside il Prof. Gino Scrivere (Foto n° 195) che rimase al timone dell’Istituto fino all’anno scolastico 1952/53. Il Prof. Scrivere fu sicuramente un degno successore di Vigiani, capace di gestire il difficile periodo bellico e post-bellico. Sotto la Sua Presidenza furono realizzati, con criteri per quel tempo ultramoderni, due fabbricati: – l’attuale edificio scolastico la cui inaugurazione avvenne il 18 Maggio 1939 come ricorda l’epigrafe marmorea esistente nell’atrio della Scuola e nella quale sono riportati i nomi dei membri dell’allora Giunta di Vigilanza; – il fabbricato adibito al servizio di lavanderia e guardaroba inaugurato nel 1942. Al Preside Scrivere toccò gestire la non facile situazione creatasi a seguito degli eventi bellici.  Infatti l’occupazione da parte delle truppe Tedesche dopo l’8 Settembre 1943, costrinse il Preside a spostare l’attività didattica a Montepulciano, per tutto il 1943/44.  Nell’anno scolastico successivo – 1944/45 – subito dopo il passaggio del fronte, l’attività didattica fu riportata all’Istituto Vegni ma iniziò molto tardi, precisamente il 17 di Marzo 1945 e durò appena 3 mesi, fino al 15 Agosto 1945. Meglio andò nell’anno scolastico 1945/46 le cui lezioni iniziarono il 1° Novembre 1945 e terminarono il 31 Luglio 1946. Andato in pensione il Prof. Scrivere, la presidenza fu affidata, dall’anno scolastico 1951/52, al Prof. Rogero Smaghi (Foto n° 196), già insegnante di Chimica e noto per il celebre trattato di “Analisi chimiche” adottato da moltissimi Istituti Agrari italiani. Smaghi rimase in carica fino al 30 Settembre 1954 per ritirarsi a vita privata fino alla sua morte avvenuta nel 1962. Al suo posto la Giunta di Vigilanza nominò il Prof. Annibale Narciso Barbacci (Foto n° 197), un agronomo ricercatore che dirigeva fin dal 1924 il Corso Pratico Professionale per laureandi in Scienze Agrarie della Tenuta di “Casalina” appartenente alla Facoltà di Agraria di Perugia. Il Preside Prof. Barbacci prese servizio il 1° Ottobre del 1954 e rimase in carica per un solo anno scolastico in quanto, per contrasti con la Giunta di Vigilanza, fu, da questa, con delibera n° 275 del 30 Settembre 1954 (Segretario Sig. Amelio Menchetti, Presidente On. Vannuccio Faralli), sollevato dall’incarico con la motivazione di “mancanza di titoli legalmente necessari per ricoprire quel posto”. Contro tale delibera il Prof. Barbacci presentò ricorso per via legale e vinse la causa in quanto il Giudice gli riconobbe il diritto a rimanere in servizio dal 1° Ottobre 1958 fino al 30 Giugno 1959. Questa spinosa vicenda tra il Prof. Barbacci e la Fondazione Vegni fu risolta tramite una transazione attraverso la quale il Consiglio d’Amministrazione, con delibera n° 130 del 3 Maggio 1963, gli riconobbe una liquidazione pari a £ 8.350.000 (£ 5.850.000 di stipendi e i relativi interessi maturati) da pagare mediante un acconto immediato di £ 1.500.000 e la rimanente somma di £ 6.850.000 in rate quadrimestrali fino ad estinzione del debito. Nell’anno scolastico 1955/56 la presidenza dell’Istituto Vegni fu affidata dalla Giunta di Vigilanza al Prof. Antonio Montagnoni (Foto n° 198) che la mantenne fino l’anno scolastico 1961/62. Durante tale Presidenza avvenne la già ricordata Statizzazione e proseguì la ricostruzione e ristrutturazione della Scuola; all’Ing. Rupi fu affidata la progettazione dei lavori di completamento dell’Aula di Scienze del plesso scolastico. Fu acquistato un autobus con l’intento di favorire un maggior afflusso di studenti alla Scuola (ricordiamo che nel 1958/59 gli studenti iscritti erano scesi a 96 distribuiti nelle cinque classi) e di agevolare lo svolgimento delle gite istruttive, importanti  per ampliare e completare le conoscenze culturali degli allievi. Fu altresì attivato il funzionamento dei servizi del Convitto, ristrutturati tutti i tetti degli stabili dell’Istituto, progettato l’edificio della cantina, costruiti vari  annessi agricoli, …… Nel 1962 la Presidenza fu assegnata dal Ministero della Pubblica Istruzione (poichè con la statizzazione il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vegni non aveva più potere decisionale sulla vita della Scuola) al Prof. Carlo Nuti, (Foto n° 198) già docente di Chimica dell’Istituto e noto giornalista agricolo. Il Nuti nel suo breve anno di Presidenza portò un “soffio di modernità” nella Scuola aprendola al territorio e ad altre realtà con numerose  visite aziendali e viaggi  didattico-culturali. A questo Preside si deve l’idea di organizzare, in occasione dell’ottantesimo anno dalla fondazione, il primo raduno degli ex allievi avvenuto il 13 Giugno 1963. Nella relazione che fece ai circa 400 ex allievi presenti, definì l’Istituto Vegni con il famoso slogan “l’antica Scuola per l’agricoltura nuova”. Il 1° Dicembre 1963 fu nominato Preside dal M. P. I. il Prof. Romano Sebastiani (Foto n° 199), neo vincitore di concorso, che dirigerà la Scuola per quasi un ventennio e cioè fino al 30 Settembre 1982.  Il Prof. Sebastiani fu sicuramente un Preside capace, con le sue innumerevoli iniziative, di promuovere la rinascita della Scuola che stava vivendo una fase di declino, soprattutto anche in relazione alle vicende poco fortunate legate alla Fondazione Vegni. Quest’ultima, come già ricordato in precedenza, si trovava in quel periodo sotto il controllo giudiziario perché in stato fallimentare. Onde evitare pignoramenti il Preside Sebastiani, con un’azione combinata fra l’Amministrazione Provinciale d’Arezzo, il Ministero della Pubblica Istruzione e la Fondazione Vegni, riuscì a riscattare circa 100 Ha di terreno da adibire ad azienda agraria per l’Istituto Statale, ad acquistare il Convitto, l’edificio scolastico, la palazzina degli uffici, un complesso edilizio per la sistemazione di alcuni dipendenti, un ambulatorio medico, uno spaccio aziendale e cinque aule. Data la situazione d’abbandono in cui versavano molti di questi beni, dette il via ad una serie  di ristrutturazioni a carattere edilizio, tecnico e amministrativo. Furono costruite nuove strutture per il ricovero del parco macchine e di due pullman, acquistati per il trasporto degli alunni. Constatata la particolare vocazione eno – olivicola della zona, s’impiantarono 20 Ha di vigneto e 2 Ha di oliveto. Contemporaneamente si rese necessaria la costruzione di una cantina a carattere didattico – sperimentale, capace di ricevere le 200 t d’uva prodotta dai vigneti impiantati. Per favorire le esercitazioni pratiche degli allievi fu costruita una serra didattica. Per l’attività sportiva furono realizzati un campo da calcio e da calcetto, un campo da tennis, un campo da pallavolo e da pallacanestro, una pista per l’atletica e una moderna palestra coperta. A seguito di un evento sismico che pare avesse danneggiato il vecchio stabile del Podere Scuola (Foto n° 134) adibito ad uffici, si eseguì l’abbattimento della casa colonica abbattimento ricostruendo al suo posto una nuova palazzina destinata alla Presidenza e agli uffici di segreteria. L’azienda agraria fu arricchita di moderne macchine agricole, di stalle per l’allevamento di suini, bovini e animali di bassa corte. Per meglio soddisfare l’esigenza derivante da una costante manutenzione dei numerosi infissi (porte, finestre) della Scuola e del Convitto e delle macchine agricole furono attivate, rispettivamente, una falegnameria e una officina meccanica. Per fronteggiare le necessità alimentari degli alunni convittori si crearono un mattatoio ed un  macello aziendale che, insieme all’orto, al frutteto ed al pollaio, consentirono una certa autonomia al Convitto stesso. Infine, si organizzarono numerosi convegni a carattere culturale e tecnico – scientifico che  contribuirono a far conoscere la Scuola nel territorio e fuori da esso. Nel 1982 il Preside Sebastiani fu nominato Ispettore del Ministero della Pubblicazione Istruzione e lasciò la Presidenza al Prof. Attilio Materazzi (Foto n° 200) che la mantenne fino al 30 Settembre 1983. Il Preside Materazzi, nel suo anno di reggenza, dette inizio alle “Manifestazioni per il Centenario dell’Istituto” con la solenne deposizione nel giorno ricorrente i 100 anni dalla morte del Munifico Fondatore Comm. Prof. Angelo Vegni di una Corona d’alloro nella Cappella Gentilizia, presso la Fattoria delle Capezzine, dove riposano le sue spoglie, seguita da una S. Messa celebrata dal Vescovo  S.E. Mons. Giuseppe Franciolini  e da interventi del Preside stesso, del Presidente del Consiglio d’Istituto Pier Ferruccio Romualdi e del Provveditore agli Studi di Arezzo Dott.ssa Luciana Gasbarre. Il 1° Ottobre 1983 fu nominato Preside il Prof. Alessio Lanari (Foto n° 201) che rimase in carica fino al 1° Settembre 1987.  Il Prof. Lanari svolse quest’incarico con professionalità e soprattutto con molta passione derivante dal profondo affetto nei confronti di quest’Istituzione: di tale Scuola fu prima alunno, negli anni 1945/47 e poi docente dal 1° Ottobre 1964. Molteplici le iniziative promosse e realizzate nei suoi quattro anni di Presidenza, tra esse ricordiamo quelle più significative: 1. adeguamento alle norme di sicurezza, in vigore in quegli anni, delle strutture della Scuola e del Convitto; 2. trasformazione delle vecchie camerate del Convitto  in moderne camerette a 3 o 5 posti; 3. rimozione della centrale termica dagli scantinati del convitto e creazione di un centro specifico per impianti termici e i depositi di carburante; 4. ristrutturazione della cucina; 5. realizzazione dell’impianto di depurazione delle acque; 6. recinzione del plesso scolastico; 7. creazione, pur in un clima alquanto polemico, del doppio viale di accesso alla scuola; 8. attivazione, nel piano seminterrato della palazzina della segreteria, della prima aula di Informatica con i Commodor 64; Il 30 Settembre 1987 il Preside Lanari lasciò la Presidenza per ritirarsi a vita privata. Al suo posto fu nominato il 1° Ottobre 1987 il Prof. Saverio Provvidenza (Foto n°  202) che rimase alla guida della Scuola fino al 31 Agosto del 1988. Dal 1° Settembre del 1988 ritornò alla Presidenza il Prof. Attilio Materazzi (Foto n° 200) che rimase in carica fino al 31Agosto 1990. Gli subentrò, in data 1° Settembre 1990, il Prof. Domenico Petracca (Foto n° 203a) che diresse la Scuola per 14 anni fino alla sua tragica scomparsa avvenuta il 9 Luglio 2004. Giunto dalla Lucania il 1° Settembre del 1990, immediatamente, fu così preso dalla passione per l’Istituto Vegni al punto che la Scuola s’identificava con la sua Dirigenza. Per poter stare più vicino alla Scuola e soprattutto ai giovani, scelse di risiedere all’interno dell’Istituto, in un piccolo e modesto quartiere posto sopra la cantina aziendale che tanto amava. Al momento in cui prese servizio trovò una situazione difficile per alcuni contrasti interni alla Scuola, il cui Consiglio d’Istituto era  stato, fra l’altro, commissariato. Tuttavia, lui, non si scoraggiò, ma si adoperò in tutti i modi per rimuovere ostacoli, incomprensioni, calcificazioni burocratiche, muri di gomma consolidati dalle lunghe prassi abitudinarie care all’italico non fare, ma aliene rispetto alla sua cultura del progettare e del fare. Persona molto lungimirante seppe sempre guardare davanti agli altri e in tal modo anticipare le innovazioni future. Non si sentiva mai soddisfatto dell’obiettivo appena raggiunto che già si preparava e preparava gli altri a nuove mete e traguardi. Certamente, in questa sua attività, fu favorito dall’aver trovato diversi docenti, molti dei quali ex studenti di questa Scuola, che condivisero i progetti e lo sostennero nella loro realizzazione.  L’immagine positiva che seppe dare dell’Istituto Vegni nel suo territorio ed anche in quello geograficamente vicino fu testimoniata dalla provenienza degli alunni iscritti.  Si pensi che per molti anni gli studenti provenienti dal Comune di Cortona erano minoritari rispetto a quelli derivanti da altre realtà geografiche più o meno lontane. Aprì la Scuola al territorio non soltanto con la sua costante e assidua partecipazione alle attività culturali e alle manifestazioni cui era invitato e nelle quali diffondeva constantemente il nome dell’Istituto Vegni, ma anche attraverso Convegni svolti presso l’Istituto che videro l’adesione e la presenza di moltissime Autorità locali e nazionali al cospetto di un numeroso pubblico competente. Ricordiamo, a proposito, i due Convegni realizzati dall’Istituto Vegni in collaborazione con l’Associazione Amici del Vegni, sulle seguenti tematiche: – “Valdichiana: ipotesi di integrazione fra scuola e agricoltura per il Mercato Unico Europeo” del 6 Giugno 1992; – “Terzo millennio: le tecnologie e la didattica del Vegni per lo sviluppo del suo territorio” del 6 Giugno 1998. Il settore vitivinicolo fu una sua grande passione che determinò la realizzazione di nuovi impianti – oltre al rinnovo di quelli senescenti – e l’ammodernamento delle attrezzature di cantina per consentire l’ottenimento di diversi vini di qualità, imbottigliati direttamente in azienda. Questi vini si sarebbero poi affermati sul mercato nazionale ed anche internazionale, ricevendo, alcuni di loro, prestigiosi riconoscimenti  alla manifestazione “Vinitaly” di Verona (Foto n° 203b). L’Azienda agraria, che egli giustamente considerò il primo laboratorio dell’Istituto, fu  ampliata grazie all’acquisizione dall’I.P.S.A. “Camaiti” di Pieve S. Stefano (AR), in data 1° Gennaio 1993, dell’Azienda agricola Monsigliolo di Ha 24.75, un tempo  appartenuta alla soppressa sede coordinata dell’I.P.S.A. di Cortona. Anche il parco macchine fu ammodernato e ampliato con l’acquisto di una moderna trattrice FORD da 200 CV e di altre attrezzature per favorire una migliore esecuzione delle varie operazioni colturali. Dall’Amministrazione provinciale riuscì ad ottenere fondi per la completa ristrutturazione del tetto dell’edificio scolastico, per la creazione di un fondo sintetico per il campo da tennis, per la ristrutturazione della palestra, per l’ammodernamento del Convitto, per la pavimentazione del piazzale dell’Istituto, per la sistemazione del giardino antistante la Scuola e, soprattutto, per la creazione di un nuovo edificio, posto dietro la Scuola e adibito al nuovo laboratorio di Chimica, alla nuova Biblioteca e alla moderna Aula Magna, a lui giustamente intitolata dopo la scomparsa.  Sul piano della didattica scolastica la sua lungimiranza fu veramente notevole riuscendo a far approvare dal Collegio docente dapprima nel 1991 il nuovo piano di studi denominato progetto assistito “Cerere ’90” e poi, nel 1996, il progetto assistito “Cerere unitario” (vedi Cap. III). Inoltre, non vanno dimenticati i corsi di formazione post-diploma che sotto la sua gestione furono attivati e svolti. Si ricordano: – il corso biennale (in ottemperanza alla Legge 414/97) di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) di 2400 ore per 20 allievi per il rilascio di un attestato di “Tecnico Specializzato in Viticoltura ed Enologia”; – il corso  di Tecnico Specializzato in Agriturismo e valorizzazioni delle produzioni tipiche; – il corso d’Agricoltura biologica. Sotto la sua Dirigenza l’Istituto Vegni  divenne sede autorizzata per lo svolgimento dei corsi e degli esami per il conseguimento della “patente europea del Computer” (E.C.D.L.). Gran merito gli va attribuito, inoltre, per la felicissima intuizione di allargare l’offerta formativa chiedendo e ottenendo (delibera della Giunta Regionale n° 73 e Decreto della Direzione Generale Regionale dell’Ufficio Scolastico per la Toscana del 5 Marzo 2004) l’istituzione di due nuovi indirizzi scolastici, il Professionale Agrario e il Professionale  “Alberghiero”, volti a produrre nuove figure professionali nel settore agricolo e soprattutto in quello turistico che, realtà come il territorio cortonese e quello della Valdichiana, necessitavano considerato il notevole patrimonio storico, artistico e culturale presente.  Dal 2004/2005 l’Istituto Vegni, con l’aggiunta di questi due nuovi indirizzi di studio, è diventato un Istituto Statale d’Istruzione Superiore. L’attività del Dirigente Petracca fu veramente intensa anche al di fuori della Scuola, basti pensare che fu il promotore, insieme ad altri imprenditori, del “Consorzio Cortona DOC”; fu consigliere del “Consorzio Bianco Vergine della Valdichiana”; fu Presidente del Lions Club Cortona nell’anno 2003/2004; ricoprì cariche importante a livello sindacale; creò una rete informatica fra gli Istituti Tecnici Agrari del Centro Italia. Il Prof. Petracca fu sicuramente un Dirigente Scolastico capace di interpretare in chiave moderna il mondo dell’istruzione, in particolare di quella agraria, riuscendo in breve tempo a darle dinamicità e intraprendenza, ponendola su di un piano di parità con le altre scuole superiori. Testimoni della sua attività furono i giovani che, in numero annualmente crescente, scelsero di iscriversi alla Scuola da lui diretta. Dopo la sua tragica scomparsa avvenuta nel Luglio del 2004, fu nominato Preside, in data 1 Settembre 2004, il Prof. Gianfranco Gentili (Foto n° 204) che rimase in carica per un solo anno e precisamente fino al 31 Agosto 2005.   A differenza di tutti i suoi predecessori il sopraddetto Dirigente non proveniva dalla formazione Agraria, ma era un Ingegnere in possesso di competenze, titoli accademici e professionali; la sua nomina fu resa possibile dal mutamento avvenuto nella normativa sugli incarichi di Presidenza. Il Dirigente Gentili si adoperò anzitutto per riportare calma e serenità in un ambiente frastornato dal tragico evento e con qualche contrasto all’interno del corpo docente; successivamente affrontò un altro incalzante problema: quello di provvedere alla creazione di aule e laboratori (di cucina, pasticceria, sala bar…) per consentire una regolare apertura, nell’anno scolastico 2005/2006, del Professionale  “Alberghiero “, in considerazione degli oltre cinquanta alunni preiscritti al 1° anno di corso. Attraverso una nutrita serie d’incontri con i dirigenti dell’Amministrazione Provinciale riuscì a sensibilizzarli sull’impellente problema, al punto che, nei primi mesi del 2006, concessero un finanziamento di Euro 350.000 per la realizzazione dei nuovi indispensabili laboratori a piano terra del Convitto. Il 1° Settembre 2005 fu incaricato della Presidenza il Prof. Moreno Massaini (Foto n° 205) che dirige a tutt’oggi la Scuola.  Sotto la sua Dirigenza prese avvio l’Istituto Professionale  “Alberghiero” con due sezioni per un totale di n° 53 alunni. Notevole è stato il successo di questo nuovo indirizzo di studi tanto che per l’anno scolastico 2006-2007 sono state assegnate quattro sezioni prime. Numerose le iniziative intraprese dal Dirigente Massaini, tra queste si ricordano: – conclusione della vendita del casolare del podere “Palazzuolo II”, iniziata tre anni fa, il cui ricavato di € 250.000 sarà destinato al miglioramento strutturale e strumentale della Scuola e dell’Azienda Agraria; – adeguamento alle norme di sicurezza del Laboratorio di Chimica e Industrie Agrarie con l’acquisto di adeguati D. P. I.; – predisposizione di un piano strutturale per richiedere all’Amministrazione Provinciale, nuove aule e laboratori necessari per portare a completamento il corso quinquennale di studi dell’Istituto Professionale  “Alberghiero”; – ristrutturazione e riqualificazione degli impianti sportivi esterni; – organizzazione di un supporto formativo per un monaco Benedettino Olivetano, Yohn Owusu originario del Ghana (Foto n° 206), per fargli acquisire le necessarie competenze teoriche e pratiche nel campo agrario in modo che possa trasferirle nel Paese natio al fine di migliorare le condizioni alimentari delle popolazioni indigene africane.